martedì 4 ottobre 2011

Era bello essere una bambina. Quando avevo paura, potevo nascondere il mio viso sotto una folta chioma bionda, senza che nessuno sospettasse, anche vagamente, quanto i miei occhi fossero bagnati in quel momento. Sembravo dura, forte, senza paura. Era bello.
Ancora oggi, cerco rifugio tra i miei capelli, ormai non più biondi e non più lunghi. Tuttavia non sembro ottenere lo stesso effetto. Le persone, non sono più cieche o troppo distratte per badare a me; no, loro vedono, MI vedono. Vedono le mie lacrime, identificano le mie paure e pensano a come ferirmi.
Era bello essere bambina.
Ricordo, che a undici anni, non aspettavo altro che il momento in cui avrei raggiunto l'età adulta. Dalla mia prospettiva di bambina, il futuro sembrava così luminoso e perfetto. I problemi, i pianti e le delusioni, non erano incluse nel disegno di vita che si prospettava nella mia mente.
Anche allora ero una bambina triste ma in qualche modo, riuscivo sempre a tirarmi su. In quel periodo, mi rifugiavo nel mio mondo, dove, contrariamente alla realtà, ero circondata di amici e di gioia, la tristezza non era contemplata nemmeno in minima parte.
Oggi però, quel piccolo mondo non basta più. E' come se ll destino tentasse di uccidermi, lasciandomi soffocare in oceano di dolore, con l'acqua che pian piano penetra nei miei polmoni, portandomi ad una morte lenta e dolorosa e non ho possibilità di replica! Per quanto io ci provi. E' come se egli avesse convinto la mia parte più remota, a smettere di combattere e lasciarsi (lasciarmi)morire. Per quanto l'altra parte di me provi a convincerla del contrario, ella non intende cambiare idea.
A questo punto mi chiedo, a cosa serve combattere qualcosa più grande di me? A nulla.
Ma allora qual'è la soluzione? Morire?